Bio

Sono un economista dello sviluppo. Studio come istituzioni, mercati e fiducia influenzino la crescita economica e il ruolo del Mediterraneo nelle trasformazioni dell'economia globale.
Mi sono laureato a Napoli e ho conseguito due dottorati di ricerca, uno a Napoli l’altro a Manchester. Ho iniziato il mio percorso scientifico studiando i mercati finanziari, la crescita economica e l’interrelazione tra finanza e crescita. Da allora una domanda accompagna il mio lavoro: perché alcune società riescono a trasformare le opportunità in sviluppo mentre altre no? Negli anni questa domanda è diventata il filo conduttore della mia ricerca, che si è progressivamente estesa dalle dinamiche finanziarie alle istituzioni, fino ai grandi processi di trasformazione economica e sociale.
La ricerca mi conduce spesso alla stessa conclusione: lo sviluppo economico non dipende soltanto dalle risorse disponibili, ma dalla qualità delle istituzioni, delle regole e della fiducia che rendono possibile la cooperazione economica. Da questa prospettiva ho studiato lo sviluppo finanziario, l’economia sommersa, la corruzione, la fiscalità e, più recentemente, il Mediterraneo come laboratorio delle grandi trasformazioni geoeconomiche. I risultati di questa ricerca sono confluiti in oltre 150 pubblicazioni scientifiche, tra cui più di 70 articoli su riviste internazionali peer-reviewed e nel rapporto annuale Mediterranean Economies, pubblicato da Il Mulino.
Dal 1° aprile 2023 sono alla guida del Dipartimento Scienze Umane e Sociali, Patrimonio Culturale del CNR: quindici istituti, circa novecento persone. L’obiettivo dichiarato è portare la ricerca umanistica e sociale italiana al livello internazionale che merita — e farle pesare nelle decisioni pubbliche.
dal 2023
Direttore
Dipartimento Scienze Umane e Sociali, Patrimonio Culturale
Consiglio Nazionale delle Ricerche
15 istituti, ~900 unità di personale
dal 2012
Professore ordinario di Politica Economica (SECS-P/02)
Dipartimento di Studi Aziendali ed Economici
Università degli Studi di Napoli ‘Parthenope’